Bilancio del 5° anno da SMM p.iva
Cosa ho capito di questo lavoro (e cosa cambia nel 2026)
Ciao! Sei su Fuori dal PED, la newsletter che cerca di fare ordine tra i trend social e i drammi dei social media manager. Puntata #151.
È sabato 20 dicembre. Sto rientrando da Milano dopo una settimana iniziata a Padova e finita a Torino.
Non è un dettaglio: questa mobilità dice molto di come è cambiato il mio lavoro nel 2025.
È la consueta puntata di bilancio di fine anno.
Non su quello che ho fatto, ma su quello che ho capito di questo mestiere e su cosa mi aspetto dal 2026.
Buone feste di post programmati e poche notifiche 🎄
Ci sentiamo a gennaio.
V.
Cosa vuol dire fare SMM oggi (per me)
Ne sono sempre più convinta: il mestiere del social media manager è difficile da incastrare in una definizione precisa perché cambia moltissimo a seconda del contesto (dipendente, freelance, agenzia, azienda).
In dodici anni sono stata un po’ più copy, un po’ più analyst, un po’ più strategist, un po’ più creator.
Ci sta. Il lavoro del social media manager è particolarmente fluido perché non si muove - e difficilmente si muoverà - dentro modelli stabili, ma dentro piattaforme e linguaggi che cambiano di continuo.
Non mi sorprende più la faccia sconcertata di chi non è del settore quando dico che lavoro come social media manager.
Cosa fai tutto il giorno?
Eh, dipende.
Posso passare due giorni chiusa in casa a scrivere, interagendo solo con il mio cane, il giorno dopo essere in una riunione in sede e quello dopo ancora su un treno per seguire un evento dal vivo.
In mezzo a tutto questo, però, c’è sempre l’operatività da gestire: idee da trovare e portare a terra, presentazioni da preparare, call, grafiche, script video, treni da prenotare, questioni amministrative da seguire con ordine.
Continuo a definirmi social media manager per semplicità e perché non ho mai disdegnato l’operatività.
Di fatto dentro la definizione oggi mi sento di inserire queste mansioni:
Ideazione di strategie social
Creazione dei contenuti (scrittura, grafiche, short video)
Pubblicazione
Social PR
Monitoraggio e reportistica
Community management
Copertura eventi
Formazione per team interni o terzi
Tutto è modulabile. A seconda dei progetti, delle fasi, delle necessità.
Lavoro dal vivo vs scrivania
Fino a qui tutto regolare rispetto agli anni precedenti.
La trasformazione più evidente del mio lavoro nel 2025 riguarda gli spazi e le interazioni dal vivo.
Durante la mia era romana per diversi anni ho lavorato in modo stanziale in ufficio. Le uscite erano sporadiche, facevo tutto dall’agenzia.
Oggi, da freelance, la situazione è quasi opposta.
Pur lavorando in gran parte da casa, seguo eventi in giro per l’Italia, faccio più riunioni, sopralluoghi. Insomma, mi muovo molto.
A volte è faticoso, ma è anche il contesto in cui il mio lavoro acquista più senso.
Se lavorare in proprio implica per definizione movimento, quello che non mi aspettavo era quanto gli spostamenti avrebbero inciso sulla qualità del mio lavoro.
Nel 2025 ho seguito molte più coperture dal vivo: il tour nei teatri di Stefano Nazzi, Pensavo Peccioli, i Talk del Post. Sono andata a Locarno dal mio primo cliente internazionale, la Radiotelevisione svizzera, per fare formazione in loco.
Imprevedibilmente, i viaggi sono diventati un’immersione di umanità che ha avuto un effetto positivo sulla produttività e sulla qualità dei progetti.
Non disdegno per niente la vita professionale di prima: mi ha dato metodo e basi solide.
Ma oggi i pro della partita iva per me sono impareggiabili.
Ho preso un numero incredibilmente alto di treni rispetto al passato, ma ho anche incontrato moltissime persone con cui ho fatto chiacchiere al volo, discusso di libri e questioni del mondo.
Senza contare la velocità di condivisione e allineamento che si genera incontrandosi faccia a faccia rispetto alle call.
Sta qui, se ci penso, la vera ricchezza di quest’anno.








Dove vivere (e lavorare)
Intorno a tutto questo ruota un altro tema importante: dove vivere.
Ho capito di aver bisogno di spazi aperti, silenzio per pensare, e allo stesso tempo di movimento, rumore, stimoli. Due esigenze che sembrano in contrasto, ma che convivono.
A volte uno dei due lati prende il sopravvento e io mi sento un po’ come Balto.
Due anni fa ho provato a concretizzare questa ambivalenza tornando a vivere a Udine dopo nove a Roma.
Non lo scrivo sulla pietra, ma per ora rifarei questa scelta. Mi permette di avere una base tranquilla e di ricaricarmi grazie alle trasferte.
Quest’anno sono stata spesso a Milano, mi rendo conto sarebbe comodo stare anche lì. La soluzione più sostenibile però mi sembra fissare in anticipo dei giorni in cui sono lì e concentrare gli appuntamenti. Per ora funziona.
Partita iva: cosa cambia dopo i primi 5 anni
Tutto questo succede mentre la mia partita iva sta per compiere il suo primo vero passaggio simbolico.
Ho aperto p.iva in regime forfettario il 3 gennaio 2021. Dal 2026 finiranno i primi cinque anni e l’imposta sostitutiva passerà dal 5% al 15%.
Concretamente cambia poco.
Il metodo di calcolo delle tasse da accantonare resta lo stesso, continuo a non poter dedurre i costi (anche quelli sanitari, che continuo a trovare assurdi), ma l’imposta triplica e il netto si riduce.
Secondo la burocrazia italiana questo passaggio segna l’uscita dalla fase di avviamento e l’ingresso dell’attività in una fase più stabile, più strutturata.
C’è una componente psicologica - siamo arrivate fin qui, evviva! - e una economica: dal prossimo anno il gioco si fa un po’ più serio (mai come in regime ordinario, lo so amiche e amici in regime ordinario all’ascolto).
Se prima accantonavo circa il 30%, nel 2026 sarà più realistico ragionare intorno al 45%, considerando imposta e contributi INPS.
Per questo ho deciso di aprire un conto dedicato esclusivamente al lavoro.
Userò il conto Li.Pro Light di Banca Etica, che ho conosciuto lavorando alla loro comunicazione social.
Ho sempre gestito entrate e uscite con un file Excel, ma con un conto separato voglio fare un passo in più: distribuire meglio le entrate e darmi uno stipendio regolare. Vediamo come va.
Insegnare i social
Tra gli obiettivi del 2025 c’era quello di fare più formazione.
Sono molto contenta sia successo.
Quest’anno ho fatto circa 20 ore alla Scuola del Libro di Roma: metà all’interno del Master di editoria, metà in un corso tutto mio, Social media per l’editoria.
Preparare le lezioni significa fare ordine. Spiegare come funziona questo lavoro obbliga a chiarire cosa conta davvero, cosa viene prima e cosa possiamo lasciare andare.
Le domande delle corsiste e dei corsisti sono una cartina tornasole potentissima. Rimettono in discussione le certezze, ed è sempre un bene. Grazie a tutte le persone che hanno partecipato 🫶
Margini di miglioramento nel 2026
Il 2025 è stato uno degli anni più entusiasmante di sempre, ma restano margini di miglioramento:
Devo trovare un sistema di project management migliore di Excel per gestire flussi, task e timeline. Nel 2026 testerò Airtable (altri consigli sempre ben accetti)
Anche se lo faccio per i clienti, non ho pubblicato tutti i video che avrei voluto per i miei canali. In compenso sono riuscita a essere abbastanza presente su LinkedIn. Voglio fissare un obiettivo sostenibile: almeno un video a settimana su Reels e TikTok. La newsletter, però, avrà sempre priorità
Infine, ridurre la dispersione. Più viaggio, più devo organizzare meglio il lavoro di backend. Nel 2026 voglio lavorare di più e meglio per progetto che per singole attività.
Fare SMM nel 2026
Non immagino il 2026 come un anno di rivoluzioni improvvise, ma come un anno in cui alcune attitudini diventeranno impossibili da ignorare:
sensibilità > competenze tecniche
struttura > urgenza
continuità > trend
ecosistemi digitali > canali isolati
I social media, da soli, conteranno meno.
Diventeranno sempre più un trampolino di lancio verso progetti più strutturati: newsletter, podcast, siti, formati lunghi.
Questo farà passare la voglia a molti. Ed è proprio per questo che il lavoro di chi resta diventerà più prezioso.
La sfida del social media manager sarà sempre di più avere competenze trasversali, ma allo stesso tempo saper scegliere cosa ha senso fare, su quali piattaforme, e quando.
Le puntate di Fuori dal PED più popolari nel 2025:
🥇
🥈
🥉
☄️ Le 5 novità social da conoscere
I Reel arrivano sul grande schermo: Instagram testa l’app per le tv
YouTube invece prova a integrare i caroselli sugli Shorts
Gli adolescenti australiani accedono comunque ai social, nonostante il ban
Meta sta provando a limitare il numero di link condivisibili su Facebook
Gli Oscar verranno trasmessi su YouTube, tra qualche anno
👓 Cose lette, viste, ascoltate
Com’è cambiata la vita della protagonista del video virale al concerto dei Coldplay. Lo ha raccontato lei stessa al New York Times. Qui il riassunto del Post, se non hai l’abbonamento al NYT
Il metodo per scrivere i ganci dei Reel, secondo Meta
📚 Biblioteca social
Una raccolta di letture utili a noi che ci occupiamo di social media. Dai saggi ai romanzi. Clicca qui e sfoglia l'archivio.
✍️ Chi scrive Fuori dal PED
Mi chiamo Valentina Tonutti e sono una social media manager e strategist freelance. Dal 2013 lavoro specialmente per media, politica e editoria. Online e offline amo condividere e creare sinergie: Fuori dal PED nasce per questo.
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Mi trovi, ovviamente, anche su TikTok, LinkedIn, Instagram.
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Ciao Valentina! Prossima volta che passi per Pd mi avvisi? Avanzi uno spritz da quando hai citato il mio articolo 🤣
Chiara ed efficace come sempre. Ci vediamo nel 2026 (preparati)!