Ciao! Sei su Fuori dal PED, la newsletter che cerca di fare ordine tra le dinamiche social e i drammi dei social media manager. Puntata #169.
Oggi ci sentiamo di lunedì perché voglio testare un nuovo giorno di invio.
La gran parte di voi preferisce aprire la mail di lunedì, immagino soprattutto perché legata a un indirizzo mail di lavoro, e anche a me non dispiacerebbe inviarla il primo giorno della settimana. Quindi andiamo ai voti:
Ora parliamo del risultato del processo a Meta, provando a capire cosa cambierà e come per gli adolescenti su Instagram e Facebook in base all’impegno preso dall’azienda. Spoiler: ho, di certo, più domande che risposte.
Buon weekend di post programmati e alla prossima,
V.
Mercoledì 26 agosto Meta ha raggiunto un accordo con 48 stati statunitensi per chiudere una causa che accusava le sue piattaforme Facebook e Instagram di essere state deliberatamente progettate per creare assuefazione in particolare ai minori, provocando danni alla loro salute mentale.
Tema ampio, ma ci si è arrivati perché secondo gli studi molti minori accusano almeno un sintomo di dipendenza clinica dai social media. I minori che non riescono a gestire il tempo sui social sono quindi più inclini a depressione, solitudine, ansia, alcuni anche a tendenze suicide.
Meta dovrà pagare 17 miliardi di dollari in 10 anni: 12 miliardi garantiti, 5 miliardi se aderiranno ad accordi simili anche Snapchat, TikTok e YouTube.
Oltre al pagamento Meta si impegna a introdurre una serie di modifiche al funzionamento di Instagram e Facebook per gli utenti adolescenti, i minori dai 13 ai 17 anni, nei prossimi 6-12 mesi.
Zuckerberg ha vinto o ha perso? Di fatto ha respinto le accuse e avuto la possibilità di impostare uno standard per tutto il settore.
Ad ogni modo, queste sono le principali modifiche che subirà l’esperienza dei più giovani su Instagram e Facebook:
Limite di tempo giornaliero: gli adolescenti potranno usare Instagram e Facebook per massimo 2 ore al giorno, sommando il tempo sulle due app e incluso quello di eventuali account multipli rilevati dalla piattaforma. Superato il limite vengono bloccati automaticamente. Solo un genitore può concedere tempo extra.
Stop notturno: tra mezzanotte e le 6 del mattino l’accesso alle due app sarà bloccato di default per tutti i teenager.
Silenzio a scuola: dalle 8 alle 15, le notifiche di Instagram e Facebook saranno disattivate di default, tranne per i messaggi diretti e gli avvisi di sicurezza dell’account.
Promemoria regolari: i ragazzi riceveranno un promemoria ogni 15 minuti di utilizzo continuo, più altri a 60 e 90 minuti di uso totale giornaliero, pensati per incoraggiare un uso più consapevole.
Feed non personalizzato: potranno impostare come predefinito un feed non algoritmico (non basato sui sistemi di raccomandazione). I genitori potranno rendere questa l’impostazione obbligatoria per i figli.
Autoplay disattivabile: potranno disattivare la riproduzione automatica dei contenuti, scorrendo manualmente invece che seguendo il flusso automatico. Anche qui, i genitori potranno impostarlo come predefinito.
Like nascosti: per loro non saranno più visibili il numero di like sui post, né sui propri né su quelli altrui.
Meno filtri: oltre ai filtri che simulano la chirurgia estetica, Meta bloccherà anche i filtri che imitano un trucco pesante.
Verifica dell’età: Meta investirà in tecnologie più avanzate per riconoscere meglio gli account under 13. L’azienda dichiara anche di voler continuare a fare pressione per una legge che obblighi gli app store a verificare l’età e ottenere il consenso dei genitori prima del download di un’app.
Meno contatti indesiderati: Meta rafforzerà gli sforzi per impedire ad adulti sospetti di trovare, seguire o contattare i minori.
Segnalazioni e protezione continua: gli adolescenti potranno continuare a segnalare facilmente contenuti che li preoccupano.
Genitori più informati: i genitori riceveranno avvisi quando i figli collegano un account secondario o interagiscono con account ritenuti sospetti, oltre ad aggiornamenti periodici sull’uso e su eventuali tentativi di modificare le impostazioni protettive.
[Qui la nota ufficiale di Meta]
Queste integrazioni non sappiamo ancora come funzioneranno nello specifico, l’impegno è teorico e poco dettagliato. Il tema rimane di certo complesso e mi lascia più domande che risposte.
Certo è che da una parte il maggiore controllo può prevenire situazioni dannose, dall’altra i social sono uno strumento di comunicazione, interazione, e hanno fatto anche cose buone.
In un’età come quella adolescenziale in cui è un dovere testare, provare, anche fuori dal controllo delle autorità genitoriali, avere un faro così acceso sulle proprie relazioni potrebbe scoraggiarli dall’utilizzo, costringerli a trovare altri strumenti per gestirle per conto e modo proprio, oppure a trovare escamotage per utilizzare account da adulti.
Mi chiedo, poi: cosa succederà nel momento in cui gli adolescenti diventano maggiorenni? Si sbloccheranno i livelli dell’esperienza social da un giorno all’altro? Nel frattempo queste persone avranno assorbito un’esperienza di utilizzo diversa da quella delle altre persone anche solo leggermente più grandi.
Senza contare che queste modifiche non dureranno per sempre.
Secondo l'impegno preso da Meta, il limite di utilizzo giornaliero varrà per 5 anni. Se TikTok e YouTube accettano di fare lo stesso, il tetto scenderà a 1 ora al giorno e varrà per 10 anni.
Un altro dato mette in prospettiva tutto quanto: l’anno scorso l’Australia ha vietato i social ai minori di 16 anni. Tre mesi dopo più di otto adolescenti su dieci li usava ancora.
Non significa che le regole non servano a niente, ma ci dice quanto sia difficile farle rispettare quando la verifica dell’età resta un processo impreciso. Meta promette controlli più severi ma il problema di base non cambia: se oggi un quattordicenne riesce ad aprire un account dichiarandosi maggiorenne, probabilmente ci riuscirà anche dopo l’accordo. Non sono adolescente da un po’ ma andiamo, quando un adolescente vuole fare una cosa di solito ce la fa, specialmente se parliamo di tecnologia.
Cambia solo che, farlo, gli costerà anche le (limitate) tutele che avrebbe altrimenti.
In ultimo c’è anche il limite geografico, forse il punto più critico dell’intero accordo: queste modifiche valgono per gli Stati Uniti. Meta chiede a TikTok e YouTube di adottare lo stesso standard ma i luoghi dove queste piattaforme crescono davvero, Asia, Africa, Sud America, restano fuori. Si chiede a queste aziende di cambiare proprio dove hanno meno da perdere in utenti e fatturato.
Non so quanto sia da applaudire la sentenza del 26 agosto. Di certo bisognerà osservare l'approccio pratico che avrà Meta nell'applicare questo impegno, e capire se coinvolgerà anche l'Unione Europea. Ne dovremo tenere conto, in caso, soprattutto se ci occupiamo di brand che puntano anche a questo target.
☄️ Le novità social della settimana
Twitter è tornato? Una startup ha lanciato “Twitter.now”, un nuovo social network che riprende il nome storico di Twitter. Non si tratta di un tentativo di riportare in vita la vecchia piattaforma, ma di un servizio basato su fiducia, trasparenza e scelta dell’utente
Instagram testa la risposta automatica via DM ai commenti sulle ads, se viene scritta una parola chiave
Instagram introduce First Draft: uno strumento che partendo dai clip già girate monta automaticamente una prima bozza di Reel tagliando pause e parti morte), pronta poi da modificare
Su YouTube possiamo creare più feed in base ai nostri interessi
TikTok ha lanciato una newsletter su Substack per aiutare i creator
🔎 Da leggere, ascoltare, guardare
Le linee guida di Instagram per scrivere caption efficaci: aprire con una frase forte, raccontare qualcosa di utile o personale, inserire una call to action e parole chiave pertinenti, sfruttare più didascalie nei caroselli e spezzare il testo per renderlo più leggibile
Le celebrità di Hollywood stanno entrando nel mercato delle microdrama (serie brevissime girate in verticale per lo smartphone): il settore negli USA vale già circa 1,5 miliardi di dollari e viene spinto da app come ReelShort, DramaBox e PineDrama di TikTok
Chi usa i social fin dalla prima media poi va peggio in alcune materie: uno studio italiano ha scoperto una correlazione tra l’età di apertura del primo account sulle piattaforme e i risultati scolastici. Via Il Post.
📚 Biblioteca social
Una raccolta di letture utili a noi che ci occupiamo di social media. Dai saggi ai romanzi. Clicca qui e sfoglia l’archivio.
👩🏫 Vediamoci in classe
Linguaggio social: per chi vuole migliorare le cose che scrive sui social
Dal 6 ottobre al 3 novembre, in streaming, dalle 18 alle 20, 20 posti disponibili.
Sul sito della Scuola Holden il programma e le iscrizioni.
Social media per l’editoria: per chi vuole lavorare ai social di una casa editrice o di un autore o autrice
Dal 4 al 25 novembre, 4 lezioni, 10 ore totali, 15 posti disponibili.
Sul sito della Scuola del libro il programma e le iscrizioni.
✍️ Chi scrive Fuori dal PED
Mi chiamo Valentina Tonutti e sono una social media manager e strategist. Dal 2013 lavoro specialmente per media, politica e editoria. Dal 2020 ho partita iva, dal ‘21 questa newsletter. Online e offline amo condividere e creare sinergie: Fuori dal PED nasce per questo.
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