Rubiamo questa idea social a The Boys
L'Instagram di un'azienda che non esiste
Ciao! Sei su Fuori dal PED, la newsletter che cerca di fare ordine tra i trend social e i drammi dei social media manager. Puntata #160.
Lo scorso weekend ho raggiunto una milestone: finire in una gallery del Post!


Ero a Torino per coprire sui social Voices, le giornate dal vivo del Post dedicate ai podcast. Tutto bellissimo.
A proposito di eventi: il 28 maggio sarò a Milano, da Base, ospite di Celebrità di internet e studiosi di meme, uno show sulla cultura di internet organizzato da Viola Stefanello, Valerio Bassan e Mattia Salvia.
Sarò sul palco insieme a Stefano Nazzi. Se sei a Milano, ci vediamo lì!
E a proposito di show: hai visto le prime puntate della nuova stagione di the Boys?
Adoro questa serie dalla prima stagione. Anche quest’anno ha molto da raccontare sul nostro rapporto con influencer e social, ma anche su come promuovere una serie o un prodotto in generale, sui social.
Buon weekend di post programmati e alla prossima,
V.
Se anche tu sei fan della serie The Boys (Prime Video), sai quanto riesca a raccontare magnificamente il potere della popolarità oggi.
Se non conosci The Boys, te la consiglio perchè come pochi altri prodotti culturali mette a fuoco il nostro mondo, spesso tramite un filtro parecchio brutale (non adatta agli ipersensibili, ecco).
Cosa c’entra The Boys con i social
The Boys è una serie sui supereroi ambientata in America.
Ma è soprattutto una serie contro i supereroi, che vengono raccontati proprio al contrario della narrativa standard.
I “Super” sono gestiti dalla Vought International, una corporation che li tratta come talent: ne cura l’immagine, le relazioni, le crisi. E ovviamente i social.
Hanno canali social personali, il loro successo sulle piattaforme impatta sul loro lavoro e le performance vengono costantemente monitorate dalla Vought.
I Super di The Boys non sono però così eroici: sono vanesi, senza scrupoli, violenti e ossessionati dal consenso.
Il leader è Homelander, probabilmente uno dei personaggi più disturbanti (e più memati) degli ultimi anni.
La serie è piena di parallelismi politici e mediatici, dalla presidenza Trump alla radicalizzazione online e alla manipolazione dell’opinione pubblica, e usa i social come parte integrante della narrazione.
Ed è qui che diventa interessante per noi.

I meta social di un’azienda che non esiste
A fronte di tutti questi collegamenti con il nostro mondo, Prime Video usa i social per promuovere la serie in un modo originale: tramite la pagina Instagram della Vought International.
Il risultato è una pagina da oltre 1 milione di follower che si comporta esattamente come un’azienda reale:
post istituzionali
gestione di crisi reputazionali
promozione prodotti
meme
contenuti corporate
Tutto perfettamente coerente con il tono della serie.
Hanno anche simulato un podcast, lol.
Riassumendo la strategia dei contenuti della Vought:
Contenuto: promozione di film fittizi e prodotti, aggiornamenti sui “Super”, contenuti corporate dietro le quinte
Narrazione: eventi interni all’universo narrativo trattati come notizie reali: cambi di CEO, propaganda, prese di posizione
Personaggi: i “talent” diventano protagonisti del feed esattamente come succede nelle vere agenzie.
Contenuti golosi per i fan che possono commentare le azioni della Vought ed entrare direttamente dentro la storia.
Una disintermediazione totale tra mondo immaginario e mondo reale.
In questo caso la soluzione dei meta canali si sposa perfettamente con la trama, ma se la astraiamo questa idea può essere applicata anche ad altre situazioni.
Molto spesso una delle difficoltà dei brand sui social è trovare un volto o un modo originale da utilizzare per empatizzare con il pubblico.
Beh ecco un metodo che possiamo copiare pari pari proprio da Prime Video e The Boys.
Creare un profilo per far parlare il personaggio di una serie, di un libro, ma anche una mascotte (mio Dio, che termine anni '90, ma non trovo alternative) può essere utile a trasmettere i propri valori divertendo, o a utilizzare un linguaggio meno istituzionale.
Certo, la soluzione di Prime Video funziona così bene anche perché l’account esiste già nella testa degli spettatori prima ancora di aprire Instagram.
Prime Video ha “semplicemente” dato un profilo Instagram a qualcosa che già c’era.
Detto questo, l’idea si può astrarre: un account parallelo, che sia un prodotto che parla in prima persona o un personaggio narrativo, è un’ottima via di fuga dall’istituzionalità.
Concludo allegando questo post che vabbè, giù il cappello.
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📚 Biblioteca social
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✍️ Chi scrive Fuori dal PED
Mi chiamo Valentina Tonutti e sono una social media manager e strategist. Dal 2013 lavoro specialmente per media, politica e editoria. Dal 2020 ho partita iva, dal ‘21 questa newsletter. Online e offline amo condividere e creare sinergie: Fuori dal PED nasce per questo.
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