E sull’AI la penso allo stesso modo, adattato a un mestiere diverso: possono farti una rassegna stampa, una cronologia, sbobinare, tradurre (bisogna vedere comunque come) ma non ho alcun timore che possano sostituire l’intuito, la capacità di intervistare le persone e tutte le abilità relazionali costruite in anni di lavoro.
La domanda vera non è SMM junior o Claude, ma cosa fa davvero un SMM junior che Claude non può fare. Relazioni, contesto, adattamento in tempo reale a dinamiche che cambiano ogni giorno. Chi lo capisce prima ha un vantaggio enorme sul mercato.
L’obiettivo della newsletter era proprio affrontare questo punto: cosa voglio continuare a fare io? cosa un SMM junior a supporto? cosa l’AI? Ho provato a dare le mie risposte, il titolo è enfatico
Anch’io sono passata a Claude per i tuoi stessi motivi! Io lo sto usando anche per fare i preventivi: gli ho fornito i documenti che ha creato il mio graphic designer, e non solo è stato un grado di applicare le linee guida per creare il mio sito web esattamente come lo volevo, ma ora riesce ad applicarle anche per generare qualsiasi tipo di documento; crea un HTML che poi converto e scarico in PDF. Graficamente parlando, il risultato è molto più gradevole di quello che potrei ottenere facendolo da sola su Canva o sul gestionale di fatturazione. Invece per le quotazioni non ne becca una, spara sempre delle cifre che non mi accetterebbero mai nemmeno se vivessi a Milano 😅
La domanda «junior o AI» è già superata. Il punto reale è: quali competenze diventano più preziose in un mondo dove la produzione di contenuti costa quasi zero? La risposta è giudizio, contesto e relazioni: tre cose che l’AI non ha e un junior può sviluppare. Il problema è che molte aziende assumevano junior proprio per la produzione a basso costo, non per il pensiero strategico. Ora quella funzione la fa l’AI meglio e più veloce. Chi sopravvive è chi ha investito nel capire il perché di un contenuto, non solo nel come produrlo.
Mi sembrate tutti, almeno chi sta commentando sostenendo che si tratti di una domanda superata, pieni di verità e certezze in tasca. Vi invidio! Sarà una domanda “superata” per te, per me è legittima nel momento in cui continuo a pormela
Nessuna certezza, Valentina. Solo un dato: il costo di produzione di un contenuto base è crollato del 90% in due anni. Questo non rende la domanda superata in senso assoluto, ma cambia radicalmente i termini. La domanda giusta oggi non è «junior o AI» ma «quali competenze umane restano insostituibili quando la produzione costa zero». E la risposta, per me, è pensiero strategico, contesto e relazioni. Tutto il resto è commodity.
Non discuto il dato, ma che tu scriva “la domanda giusta è”.
Il mio lavoro si basa proprio sulle relazioni, e credo valga la stessa cosa per il “successo sui social”. Ripeto: quando smetterò di crederci cambierò lavoro.
Nella newsletter trovi un bullet point proprio delle attività che per me ha senso delegare, all’ai o a un SMM junior, fammi sapere se lo trovi e riprendiamo da lì il discorso
Anche io fan di Notion 🙌❤️
E sull’AI la penso allo stesso modo, adattato a un mestiere diverso: possono farti una rassegna stampa, una cronologia, sbobinare, tradurre (bisogna vedere comunque come) ma non ho alcun timore che possano sostituire l’intuito, la capacità di intervistare le persone e tutte le abilità relazionali costruite in anni di lavoro.
La domanda vera non è SMM junior o Claude, ma cosa fa davvero un SMM junior che Claude non può fare. Relazioni, contesto, adattamento in tempo reale a dinamiche che cambiano ogni giorno. Chi lo capisce prima ha un vantaggio enorme sul mercato.
L’obiettivo della newsletter era proprio affrontare questo punto: cosa voglio continuare a fare io? cosa un SMM junior a supporto? cosa l’AI? Ho provato a dare le mie risposte, il titolo è enfatico
Anch’io sono passata a Claude per i tuoi stessi motivi! Io lo sto usando anche per fare i preventivi: gli ho fornito i documenti che ha creato il mio graphic designer, e non solo è stato un grado di applicare le linee guida per creare il mio sito web esattamente come lo volevo, ma ora riesce ad applicarle anche per generare qualsiasi tipo di documento; crea un HTML che poi converto e scarico in PDF. Graficamente parlando, il risultato è molto più gradevole di quello che potrei ottenere facendolo da sola su Canva o sul gestionale di fatturazione. Invece per le quotazioni non ne becca una, spara sempre delle cifre che non mi accetterebbero mai nemmeno se vivessi a Milano 😅
La domanda «junior o AI» è già superata. Il punto reale è: quali competenze diventano più preziose in un mondo dove la produzione di contenuti costa quasi zero? La risposta è giudizio, contesto e relazioni: tre cose che l’AI non ha e un junior può sviluppare. Il problema è che molte aziende assumevano junior proprio per la produzione a basso costo, non per il pensiero strategico. Ora quella funzione la fa l’AI meglio e più veloce. Chi sopravvive è chi ha investito nel capire il perché di un contenuto, non solo nel come produrlo.
Mi sembrate tutti, almeno chi sta commentando sostenendo che si tratti di una domanda superata, pieni di verità e certezze in tasca. Vi invidio! Sarà una domanda “superata” per te, per me è legittima nel momento in cui continuo a pormela
Nessuna certezza, Valentina. Solo un dato: il costo di produzione di un contenuto base è crollato del 90% in due anni. Questo non rende la domanda superata in senso assoluto, ma cambia radicalmente i termini. La domanda giusta oggi non è «junior o AI» ma «quali competenze umane restano insostituibili quando la produzione costa zero». E la risposta, per me, è pensiero strategico, contesto e relazioni. Tutto il resto è commodity.
Non discuto il dato, ma che tu scriva “la domanda giusta è”.
Il mio lavoro si basa proprio sulle relazioni, e credo valga la stessa cosa per il “successo sui social”. Ripeto: quando smetterò di crederci cambierò lavoro.
Nella newsletter trovi un bullet point proprio delle attività che per me ha senso delegare, all’ai o a un SMM junior, fammi sapere se lo trovi e riprendiamo da lì il discorso